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19/02/2017 | 16:14

Ultimo grado di giudizio per Cosima Serrano e Sabrina Misseri, condannate all'ergastolo in primo e secondo grado per l'omicidio della piccola Sarah Scazzi, avvenuto il 26 agosto del 2010. Michele Misseri intanto continua a dichiararsi colpevole.


Sabrina Misseri e Cosima Serrano


Avetrana. Può succedere di tutto, anche che sul delitto di Avetrana non sia scritta la parola fine. Nessuno ha capito cosa realmente sia accaduto quel maledetto pomeriggio del 26 agosto 2010, quando Sarah Scazzi è entrata nella villetta di via Deledda convinta di dover andare al mare con la cugina e amica del cuore e non ne è uscita viva. Da un lato c’è Michele Misseri che continua a urlare la sua colpevolezza: «L'ho uccisa io» ha ribadito alle telecamere di Quarto Grado-La domenica dopo un periodo di silenzio.
  
Nessuno ha mai creduto al contadino con il volto segnato dal lavoro a causa delle diverse versioni date dell’omicidio della nipotina o dei “lapsus” in cui è incappato quando ha parlato a ruota libera senza dare peso alle parole. “L’ho ammazzata perché ha respinto le mie avances” aveva dichiarato quando vestiva i panni di orco capace di cose orribili e necrofilo, salvo poi ritrattare e ammettere di aver ucciso la ragazzina perché il trattore non partiva. Alla fine, Miseri è passato dall’essere spietato assassino a sangue freddo a semplice occultatore di cadavere, ruoli che lui stesso si è cucito addosso. Ha confessato, ma quando gli è stata data l’opportunità di calzare realmente il personaggio, di dimostrare di essere stato l’autore materiale dell’orrendo delitto inizia a tentennare, a contraddirsi, ad arricchire il racconto di particolari che non hanno mai trovato nessun riscontro. Cosa che non è accaduta quando ha parlato di come ha nascosto in cadavere. Forse è apparso più sicuro visto che, a suo dire, in Germania lavorava appunto come becchino. 
  
Dall’altro ci sono mamma Cosima e Sabrina, le cattive di questa triste storia che ha commosso e indignato l’Italia intera. Non regge che la ragazzina sia stata uccisa solo a causa della gelosia covata dalla più piccola di casa Misseri, ma le due donne, mentendo ripetutamente, hanno contribuito da sole a costruirsi quest’alone di uniche colpevoli. E così sono state giudicate in primo e secondo grado. Condannate al carcere a vita per aver strangolato e ucciso Sarah.  "Male non fare, paura non avere"…ripeteva Mimina quando difendeva la figlia arrestata da poco. Anche per lei le porte del carcere si sono aperte tra gli applausi della folla.
  
Lunedì, il caso approda in Cassazione, davanti alla Prima sezione penale che dedicherà a questo crimine l'intera udienza con un collegio ad hoc che esaminerà, in particolare, la posizione di Mimina e Sabrina ritenute responsabili dell’uccisione della quindicenne, strangolata forse per gelosia o vecchi rancori familiari. I giudici della Suprema Corte decideranno anche sulla condanna a 8 anni inflitta a Michele Misseri per soppressione di cadavere e inquinamento delle prove.




Autore: A cura della Redazione

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