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15/03/2014 | 20:26

Mia sorella mi scrive che restare in carcere da innocente è la cosa peggiore che può capitare ad un essere umano. In una lettera dice anche che una parte di lei è andata via insieme a Sarah e che avrebbe voluto essere al suo posto.




Avetrana. A parlare è Valentina Misseri in un'intervista esclusiva per Quarto Grado.

Mesi di silenzio improvvisamente rotti ieri sera nel corso della trasmissione televisiva «Quarto Grado» quando, in un’intervista telefonica, Valentina Misseri ha risposto alle domande della giornalista Ilaria Cavo. Una lunga chiacchierata in cui la più grande di casa ha ribadito, con forza e tenacia, quanto sostenuto in tutti questi mesi: mio padre è colpevole, è stato lui ad uccidere Sarah. Di questo Valentina è convinta come è convintissima dell’innocenza di Sabrina «nella mia famiglia non ci sono buchi neri – sostiene la donna - il buco è nella giustizia capace di condannare persone innocenti. Il buco nero c'è stato nella mente di mio padre quando ha ucciso Sarah e quando ha incolpato mia sorella. È stato per forza mio padre: per come me lo dice, per come lo conosco, so che sta dicendo la verità».

Nelle  1631 pagine con cui i Giudici della corte d’Assise di Taranto ricostruiscono il caso e argomentano il verdetto c’è scritta un’altra verità. Per i magistrati, infatti, «non sussiste alcun ragionevole motivo» per il quale Michele Misseri, che più e più volte ha cercato di addossarsi la responsabilità del omicidio della 15enne, «avrebbe dovuto accusare ingiustamente, provocandone la sua carcerazione, proprio la figlia prediletta e non altri soggetti».  Il contadino di Avetrana, insomma, non avrebbe «retto» il peso di ciò che era accaduto.

L’ultima domanda è chiara «Come sta sabrina?». La risposta di Valentina è chiara «Mia sorella mi scrive che è come stare in un incubo, che ha bisogno di cure psichiatriche, che restare in carcere da innocente è la cosa peggiore che può capitare ad un essere umano. In una lettera dice anche che una parte di lei è andata via insieme a Sarah e che avrebbe voluto essere al suo posto».




Autore: A cura della Redazione

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